A Venezia..un Dicembre rosso shocking(Don’t look now) – 1973

Regia:Nicolas Roeg                                         Genere:Horror/Mystery

Cast:Donald Shuterland/ John Baxter, Julie Christie(Laura Baxter)

Trama:Nonostante i coniugi Baxter abbiano da poco affrontato la perdita  della loro bambina, John accetta di trasferirsi a Venezia per seguire i lavori di restauro di una vecchia chiesa. Qui Laura comincia a frequentare due anziane sorelle conosciute per caso, una delle quali afferma di essere una spiritista. La medium afferma che la loro figlia morta sta cercando di mettere in guardia John da un pericolo imminente. John è scettico ed irritato ma comincia anche lui ad avere strane visioni, in particolari quella che sembrerebbe una bambina con un capotto rosso….

Perchè vederlo: Se perdonate l’orrendo titolo italiano, che segue la moda “wertmulleriana” degli anni 70, vi gusterete un solido horror che, a differenza di molti, vi terrà in sospeso sulla sua conclusione fino alle ultime battute. La trama si incentra sulle premonizioni e la sceneggiatura rende sicuramente omaggio ad alcuni classici racconti horror inglesi del diciannovesimo secolo.La cornice di Venezia si presta benissimo al sapiente lavoro del regista Hoeg, che dipinge una città nascosta dietro la facciata ordinaria, popolata da serial killer, medium ed altri personaggi ambigui. Il colore rosso, sinonimo di sangue, è il filo conduttore dell’intera storia.

Curiosità:Nonostante le smentite dei due si è a lungo vociferato che la scena di sesso tra i coniugi Baxter non sia inscenata, ma che Shuterland e la Christie lo abbiano fatto per davvero davanti alla cinepresa.

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Stasera ho vinto anch’io – The Set Up (1949)

Regia: Robert Wise                                                                            Genere:Drammatico

Cast: Stoker Thompson/ R.Ryan, “Tiny”/George Tobias, “Little boy”/Alan Baxter, J.Thompson/A.Trotter

Trama: Intorno alla “Paradise” Arena gravitano un nugolo di personaggi legati alla nobile arte della boxe. “Stoker” è un mediocre pugile 38enne ormai al tramonto in lizza per un incontro con la giovane promessa “Tiger” Nelson, che è anche un protetto del boss mafioso “Little Boy”. Certo della sua inevitabile sconfitta il manager di Stoker, “Tiny”, vende l’incontro(“The set up”) a Little Boy senza avvisare il suo pugile. Stoker dovrebbe andare giù alla seconda ripresa ma forse l’esperto boxeur ha ancora qualche asso nella manica. Epilogo drammatico.

Perchè vederlo: Prima di “Rocky”, prima di “Toro scatenato”, prima ancora di “Lassù qualcuno mi ama”, “The set up” ha inventato un genere che prima non esisteva o comunque era destinato a film di seconda categoria. La storia dell’eterno perdente al tramonto che trova la forza e le motivazioni per un apparente riscatto divenne in breve un classico. Le atmosfere cupe dello squallido mondo della boxe di seconda categoria sono rese con superba bravura da Wise, virtuoso della cinepresa,  che ci propone una carrellata di personaggi indimenticabili: giovani speranze, manager truffaldini, vecchi pugili in disuso costretti a fare i mestieri più umili, incalliti giocatori d’azzardo, insospettabili spettatori sadici. Come in un girone dantesco sono tutti legati in qualche modo al ring e per nessuno di essi sembra poterci essere redenzione.

Curiosità: Robert Ryan, faccia antipatica e non troppo espressiva, offre qui la sua interpretazione migliore, anche perché in gioventù fu campione di boxe del suo college per 4 anni. Scena Cult: “Gunboat”(nave da battaglia) Johnson, il viso sfigurato da innumerevoli incontri ed i riflessi ormai appannati, che ripete il tormentone della storia di “Frankie Manila”.

Bastogne (Battleground) – 1949

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Regia: William Wellman                                                               Genere: Guerra

Cast: R. Van Johnson/soldato scelto Holley, J.Whitemore / Sergente Kinney, R.Montalban / Roderigues, J.Hodiak/ Donald Jarvess

Trama: Nel corso dell’offensiva alleata in Francia nel 1944, un gruppo di soldati composto da veterani ed un “novellino” viene inviato nella cittadina di Bastogne con la missione di identificare ed eliminare le residue resistenze tedesche. Si ritroveranno, invece, circondati dal nemico che ha lanciato un furioso contrattacco nelle Ardenne. Nonostante la fame, il gelo, la nebbia e la perfida propaganda di guerra, resisteranno fino all’arrivo dei rinforzi?

Perchè vederlo: Si tratta di uno dei migliori “War movie” dell’epoca d’oro di Hollywood, nonostante “Wild Bill” Wellmann trascuri le scene di azione per concentrarsi maggiormente sulla psicologia dei protagonisti, provati da infinite marce, pessimo e scarso cibo, neve e nebbia ed, infine, anche dalla paura che assale chi sa di essere senza scampo. Sebbene il patriottismo e la necessità di combattere il “male” tedesco a qualunque costo siano il tema di sottofondo all’intero film( vedi il sermone del prete da campo), Wellmann non idealizza i protagonisti, che, anzi, sono rozzi, poco disciplinati e talvolta perfino pavidi, ma pronti a dare la vita quando è necessario. Sono illustrate con un certo realismo le tecniche di guerra dei G.I. Joe, grazie anche al contributo dei veri protagonisti dell’inferno delle Ardenne(tra i quali lo sceneggiatore) , i cui vividi ricordi risalivano a soli 5 anni prima dell’uscita del film.

Curiosità: Pilota spericolato di aeroplani, ubriacone, attaccabrighe il regista “Wild Bill” Wellmann era una leggenda nella Hollywood tra gli anni 30 e gli anni 60.Comunque sia i film li sapeva fare…e davvero bene. E’ noto sopratutto per “E’ nata una stella”, ma fu anche un eccellente realizzatore di gangster e war movies tra i quali si ricordano “Nemico Pubblico”, “Beau Geste” e “I Forzati della Gloria”.

                                                               

Un Eroe dei Nostri Tempi (1955)

 

Regia: Mario Monicelli                                                 Genere: Commedia

Cast: Alberto Menichetti/Alberto Sordi, Vedova De Ritis/Franca Valeri, Clotilde /Tina Pica

 

Trama: Le divertenti disavventure di Alberto, un pavido e servile impiegato che, per paura di essere in qualche modo incastrato, fa di tutto per tenersi lontano dai guai, di qualunque genere siano.Vive con una vecchia zia e la sua ancor più anziana domestica, che tiranneggia senza scrupolo. Una serie di coincidenze favorite dalle sue fobie faranno di lui un possibile sospettato per un recente attentato anarchico.

Perchè vederlo: Un Alberto sordi al top della forma è la colonna portante dell’intera commedia. La sua interpretazione dell’immaturo, pusillanime, ma anche crudele Menichetti potreste guardarla cento volte e ridere ogni volta per una diversa sfumatura della sua eccezionale gamma espressiva. Al suo fianco, inoltre, Franca Valeri, come sempre bravissima ed nugolo di eccezionali caratteristi(Pica, Carotenuto, Trieste), tutti nel loro periodo migliore. La firma di Monicelli, infine, sia pure per una commedia leggera senza eccessive pretese di critica sociale, rimane una garanzia.

Scena Cult:Quale  scegliere tra le tante? Forse uno spiritato Sordi che tenta di spiegare le sue ragioni al commissariato. https://www.youtube.com/watch?v=i5-K7x9rYR8

L’armata Brancaleone(1966)

Regia: Mario Monicelli                                                              Genere: Commedia

Cast: Brancaleone da Norcia/V.Gassman, Teofilatto dei Leonzi/ G. Volontè,  Zenone il Santone/E.M.Salerno, Abacuc/ C.Pisacane

Trama: In un imprecisato periodo del medioevo Brancaleone, cavaliere coraggioso ma povero di mezzi, viene convinto dal mercante itinerante Abacuc a recarsi ad Aurocastro, nelle Puglie, per reclamarne le terre. Lungo il tragitto l’improbabile ed eterogeneo manipolo di avventurieri incontrerà la peste, un esaltato santone, una dama da proteggere ed altri sbandati che, non avendo di meglio da fare, si uniranno al gruppo. Giunti infine alla rocca agognata, un “periglio” ancor più grande arriva dal mare.

Perchè vederlo: Brancaleone non solo è un classico della comicità, uno dei capolavori di Monicelli, ma è anche un opera che grazie alla sua originalità rimane forse un unicum nella storia della commedia italiana. Le avventure picaresche di un gruppetto di “outsider” nell’Italia dei secoli bui non è un soggetto facile, eppure ne godrete ogni minuto, grazie alla brillantezza dei dialoghi, delle trovate comiche, ed alla bravura del team di attori e caratteristi( il mio preferito rimane Teofilatto, il figlio debosciato e bastardo di un nobile bizantino, interpretato da un giovane Volontè). Pur essendo una commedia il film non sfocia mai nella farsa, mantenendo costantemente nelle situazioni e nel linguaggio una sua coerenza con un medioevo bigotto, violento e straccione. Da premio, infine, anche il lavoro dello scenografo e costumista Piero Gherardi. Nel 1970 uscì il sequel “Brancaleone alle crociate”, non all’altezza dell’originale, ma ugualmente godibile.

Curiosità:Lo strano idioma, mix di latino e desueto italiano, è un invenzione dello stesso Monicelli. La produzione non era convinta che un film tanto diverso potesse incontrare i gusti degli italiani, quindi accettò l’offerta di Monicelli, che rinunciò al compenso in cambio di una parte degli incassi: fu un successo al botteghino.

IL Bianco Sole del Deserto(Beloe Solntse Pustyni) – 1970

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Regia: Vladimir Motyl                 Cast: Fyodor I. Sukhov/ A. Kuznetsov; Saiyd /S. Mishulin;

 

Trama: Il soldato dell’armata rossa Sukhov, reduce dalla guerra civile scatenata dalla rivoluzione del 1917, tenta di tornare a casa da sua moglie attraversando a piedi il deserto del Turkestan infestato dai banditi. Una serie di fortuiti incontri con le vittime delle prepotenze di quest’ultimi, tuttavia, ritarderanno inevitabilmente il suo intento.

Perchè vederlo: E’ un mistero come questo capolavoro assoluto, un film cult nella cultura sovietica, sia quasi sconosciuto in occidente. Se avete la pazienza di sopportare l’assenza di doppiaggio ed i sottotitoli, tuttavia, vi prometto che sarete ricompensati con un esperienza che ricorderete a lungo.Il film, della cui trama ho volutamente dato solo brevi cenni, è un gradevole mix di avventura, commedia, dramma e, perché no, filosofia esistenziale. Può essere letto su diversi livelli, ma in ciascuno di essi eccelle. I dialoghi sono brillanti, gli attori ben in parte, la sceneggiatura magnifica, gli scenari ipnotici ed allo stesso intrisi di una dolce, poetica malinconia…che altro aggiungere? Buona visione.

Curiosità: Pare che il film sia visto dai cosmonauti russi prima di ogni lancio come augurio di buona fortuna. La canzone cantata dall’ex doganiere zarista “Vostra Altezza Signora Fortuna” divenne subito un hit in Russia.

La Ballata Della Città Senza Nome (Paint your Wagon) – 1969

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Regia: Joshua Logan                                          Genere:Musical/Western

Cast: Ben Rumson/Lee Marvin,   Pardner/Clint Eastwood, Elizabeth/Jean Seberg

 

Trama:L’accidentale scoperta dell’oro da parte di Ben(Marvin) mentre seppellisce il fratello di Pardner(Eastwood)fa sorgere dal nulla la “città senza nome”, un’accampamento di soli uomini, tutti cercatori arrivati sul posto per fare fortuna. Si crea così uno strano sodalizio nel quale Ben offre una quota della sua concessione a Pardner e quest’ultimo si impegna a “prendersi cura” di Ben nei suoi momenti di ubriachezza. L’arrivo di un Mormone con due mogli scatenerà l’invidia ed il desiderio dei residenti, i quali costringeranno lo straniero a venderne una al migliore offerente. Ben si aggiudica l’asta con l’offerta di gran lunga più alta, ma l’amore, si sa,  non si compra……

Perchè vederlo: confesso di non essere un fan dei musical, che raramente recensisco, eppure ho guardato con piacere questo fino alla fine. Sarà la solita istrionica interpretazione di Marvin, la qualità della produzione e delle canzoni, lo spirito degli anni ’60 che rende quest’opera meno “imbalsamata” e più orientata verso i tasti della commedia. Scena cult: un Marvin totalmente ubriaco si risveglia alla parola “donne” solo per fare l’offerta più alta.Verrà lavato, preparato e sorretto dai suoi compagni fino al mitico “si” pronunciato secondo le leggi minerarie.

Curiosità: Marvin non aveva certo una voce adatta al canto, ma si rifiutò di farsi doppiare. La celebre canzone finale, Wandring Star(Stella vagabonda), nonostante ciò, rimase per tre settimane al primo posto delle hit parade in Inghilterra ed Irlanda.  (https://www.youtube.com/watch?v=xnbiRDNaDeo)

 

Il Tesoro della Sierra Madre(1948)

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Regia: John Houston                          Genere:Avventura/drammatico

Cast: Dobbs/H.Bogart, Howard/W.Houston, McCormick/ B.MacLane

Trama: Negli anni 20, nella cittadina messicana di Tampico, due americani squattrinati e senza prospettive incontrano l’esperto cercatore d’oro Howard(Houston). Quando Dobbs(Bogart)  vince la lotteria locale, i tre decidono di unire le forze e preparare una spedizione verso le remote montagne della Sierra Madre, alla ricerca del prezioso metallo che potrebbe cambiare le loro vite. La via è impervia ed infestata da fiere e banditi, ma alla fine le fatiche del gruppo vengono ricompensate con un filone d’oro da sfruttare. Man mano che l’ammontare estratto cresce, però, aumentano i conflitti, sopratutto a causa del paranoico ed insicuro Dobbs. Riusciranno i tre a tornare a casa ricchi?

Perchè vederlo: Quanto ho amato questo film, che non è solo una grande avventura ma anche una profonda riflessione su come l’avidità e l’egoismo possano avere la meglio anche su uomini che si dicono immuni ad essi. Oggi ne esiste anche una versione restaurata in Bluray, che è un piacere per la vista, ed il film è stato inserito tra il patrimonio cinematografico da salvare dalla Libreria del Congresso. Houston, regista e sceneggiatore di impareggiabile bravura, è sempre molto attento alla cornice storica delle sue opere. Bogart, a mio parere, offre la sua migliore interpretazione di sempre anche se, incredibilmente, non venne nemmeno nominato per l’oscar del 1949.Questioni di Politica!

Curiosità:Walter Houston, che interpreta Howard, era il padre del regista John Houston.Per questa interpretazione il primo vinse l’oscar nel 1949 come miglior attore non protagonista, il secondo ne vinse due per la miglior regia e sceneggiatura non originale(venne tratta da un romanzo).

La Costola di Adamo(Adam’s Rib) – 1949

Regia: George Cukor               Cast: A.Bonner/Spencer Tracy    A.Bonner/Katrhine Hepburn

Genere: Commedia

Trama: La felice vita coniugale della coppia Bonner entra in crisi quando Amanda(Hepburn)  decide di assumere la difesa legale di una donna che ha sparato all’odioso consorte per gelosia, nonostante il procuratore del caso sia proprio suo marito(Tracy). Ne seguiranno battibecchi, dispetti e addirittura una minaccia di separazione prima dell’inevitabile lieto fine.

Perchè vederlo: Il film è una delle commedie più riuscite della rodata coppia Tracy/Hepburn, compagni anche nella vita reale(e si vede). Il tema della parità dei sessi, con tutte le sue spine, è trattato con leggerezza e maestria e non poteva trovare campione migliore della Hepburn, icona cinematografica della donna intelligente ed indipendente. Tracy, uno dei miei attori preferiti, come sempre è di una naturalezza disarmante e riesce altrettanto bene sia nei ruoli tragici che in quelli più leggeri. Scena Cult: Tracy che si mangia la sua pistola(https://www.youtube.com/watch?v=7KIsbOYj97M)

Curiosità: Come accennato Tracy e la Hepburn sono stati una delle coppie storiche di Hollywood, compagni di vita fino alla morte di lui, avvenuta pochi giorni dopo aver girato “Indovina chi viene a cena?”. Tracy, tuttavia, molto religioso e uomo tutto di un pezzo,  non divorziò mai dalla prima moglie con la quale aveva avuto anche un figlio affetto da sordità.

Sahara (1943)

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Regia: Zoltan Korda                          Genere:Guerra

Cast: Sergente Gunn/Humphrey Bogart, Waco/Bruce Bennett, Capitano Halliday/R. Nugent

 

 

Trama: Durante la seconda guerra mondiale, subito dopo la caduta di Tobruk in Nord Africa, l’equipaggio di un carro armato M3 americano si ritrova isolato lontano dalle linee alleate. L’unico modo per ricongiungersi con il grosso dell’esercito è tagliare attraverso il deserto, avventura nel corso della quale recupereranno un piccolo manipolo di soldati inglesi, un sudanese ed il suo prigioniero italiano ed infine un pilota di caccia tedesco.

Giunti nei pressi dell’unico pozzo per miglia e miglia, il gruppo apprende che anche un convoglio tedesco è diretto alla stessa meta. Dopo aver inviato un messaggero verso le linee alleate il gruppo decide di restare, anche se il pozzo si è ormai prosciugato, per combattere e rallentare i tedeschi.

 

Perchè vederlo: Sahara è un classico War Movie che non deluderà gli amanti del genere. Zoltan Korda, già regista del cult “Le Quattro Piume”, è una garanzia quando si tratta di film di guerra.Non c’è spazio per teneri sentimenti in quest’opera, i protagonisti sono tutti uomini, capitanati da un nome che non ha bisogno di ulteriori commenti: Bogart.

Trattandosi di un film del periodo bellico, ovviamente i tedeschi(ed anche gli italiani)sono un po stereotipizzati, mentre il tema principale del film rimane l’eroismo e l’amore per la patria.Ciò, tuttavia, si perdona facilmente di fronte al ritmo, all’asciuttezza dei dialoghi, alla originalità dell’ambientazione.

Curiosità: L’attore che recitò nella parte del pilota tedesco molti anni dopo confesserà che nella foga della recitazione Rex Ingram(nella parte del sergente sudanese Tambul) gli fece perdere i sensi schiacciandogli la faccia nella sabbia.Nessuno se ne accorse fino al “cut” di Zoltan Korda.